“Il più bel fior ne coglie”: un giorno all’Accademia della Crusca

È il 1570 circa quando un gruppo di amici inizia a riunirsi per cena, lamentandosi della pedanteria dell’Accademia fiorentina e contrapponendole “cruscate”, discorsi scherzosi.

La “brigata dei crusconi” diventa poi nel 1583 l’Accademia della Crusca per impulso soprattutto di Lionardo Salviati. A lui si deve la metafora della lingua come farina e la ricorrenza di questa simbologia all’interno dell’Accademia. Simbolo ne è infatti il frullone, strumento che separa la crusca dalla farina. Inoltre, ogni membro ha per stemma personale una pala da fornaio sulla quale è presente un soprannome (nel caso di Salviati, “l’infarinato”), un motto (per lo più tratto dalla Commedia di Dante o dal Canzoniere di Petrarca – a Petrarca si deve anche il motto dell’Accademia: “il più bel fior ne coglie”) e un’immagine rappresentativa.

Fonte: accademiadellacrusca.it
accademiadellacrusca.it

153 di questi straordinari e particolarissimi stemmi sono conservati nella Sala delle Pale, insieme ad alcune gerle, sedie accademiche da cerimonia formate da una sporta da pane capovolta e da una pala per il pane come schienale.

Sul sito internet dell’Accademia della Crusca è disponibile un catalogo delle pale, nel quale vi invito a curiosare. Ancora meglio, però, fare come Il Club del Libro: fare una gita (nel nostro caso, il nostro ottavo raduno nazionale) a Firenze e approfittare di una visita guidata (per privati ogni ultima domenica del mese senza prenotazione, per gruppi su prenotazione). La sede dell’Accademia della Crusca è dal 1972 la Villa Medicea di Castello che, insieme ai suoi giardini a terrazze (primo esempio di giardino all’italiana), è patrimonio UNESCO.

Abbiamo passato moltissimo tempo ad osservare le pale e a curiosare nel Vocabolario degli Accademici della Crusca. Una riproduzione della prima edizione è disponibile per la libera consultazione: che sorpresa leggere le creative definizioni di giraffa (un animale “da cavalcare”), di gatto (un “animale conosciuto”, non proprio amico dei topi) e di libro (un insieme di fogli tenuti insieme, in bianco o scritti: insomma, ai tempi anche un taccuino era un libro).

In effetti, pensando alla storia della lingua italiana, l’importanza dell’Accademia della Crusca è collegata soprattutto al Vocabolario degli Accademici della Crusca. Il modello linguistico degli Accademici della Crusca è il volgare fiorentino trecentesco, in particolare quello delle Tre Corone: Dante, Petrarca e Boccaccio. Proprio spogliando le opere di questi tre autori – un lavoro immane, che seguiva rigidi criteri interni – si arriva alla sua redazione. Pubblicato nel 1612, da allora in poi sarà il modello di riferimento per le altre accademie europee.

Alla prima edizione ne seguono altre quattro, di volta in volta ampliate. La pubblicazione della quinta inizia nel 1863 e si interrompe alla lettera O (con la parola “ozono”) nel 1923, in seguito ad un Regio Decreto del Ministro Gentile: le schede preparatorie dei volumi seguenti, mai pubblicati, sono conservate nell’Archivio Storico dell’Accademia.

Da allora l’impegno dell’Accademia della Crusca non si concentra più sulla lessicografia, bensì sulla ricerca e su attività di edizione e consulenza.

La Biblioteca dell’Accademia della Crusca è l’unica biblioteca italiana specializzata in lingua italiana e linguistica generale: contiene circa 146.000 volumi e una decina di fondi speciali. Naturalmente sono presenti tutte le edizioni del Vocabolario, libri antichi, dizionari, ma anche le più recenti pubblicazioni specialistiche. Alla biblioteca si può accedere, oltre che durante alcune visite guidate, per motivi di studio dietro presentazione di una lettera di un professore universitario.

Visitare l’Accademia della Crusca è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Per il luogo, per l’atmosfera, ma soprattutto per i contenuti: le guide sono preparatissime e lasciano moltissimo spazio alle domande dei visitatori, che abbiano a che fare con la storia dell’Accademia o con l’aggettivo “petaloso”…

2 risposte a ““Il più bel fior ne coglie”: un giorno all’Accademia della Crusca”

  1. Che bel ricordo! Visitare insieme l’Accademia della Crusca a dieci anni di distanza dal nostro incontro on line sull’isola felice del Club del Libro è stato stupendo! Ottimo resoconto! 😉

    1. Elisa Occhipinti dice: Rispondi

      Davvero, è stata una bellissima esperienza! 🙂

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