Nel diorama: Viaggi, miraggi e romanzi

a cura di Leonardo Niglia

A Bellapais, sull’isola di Cipro, c’è un’antica abbazia abbandonata, dalle cui finestre a sesto acuto prive di vetrate arriva la luce chiara e azzurra del Mediterraneo e il profumo dolce degli amari limoni che crescono sull’isola. E si chiama proprio Amari limoni di Cipro, il diario-romanzo che il purtroppo dimenticato (in Italia) Lawrence Durrell ha dedicato alla sua esperienza sull’isola a metà degli anni 50, ad attirarmi come un magnete alle spiagge mitiche e selvagge, alle dolci colline ondulate di questo gioiello che emerge dalle acque azzurre del Mediterraneo, estremo avamposto europeo posto di fronte a Turchia, Libano e Siria. Dove, se imposti il navigatore la prima città suggerita con la lettera A è Aleppo, con le sue bombe a 350 chilometri in linea d’aria. Può un libro condizionare un destino e far nascere passioni, viaggi, portarci a ripercorrere come nostalgici archeologi i passi di uomini che ormai sono polvere? O forse è il contrario, e sono le nostre vite, i viaggi che facciamo e i contorti itinerari che sfuggono alle mappe satellitari e alle geolocalizzazioni ad attirarci verso i libri e i loro autori. In epoche che vibrano dentro di noi come gli echi di un’antica radiazione.

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Il baule della fantasia: UNA SCATOLA GIALLA di Pieter Gaudesaboos

Oggi in Germania è il Vorlesetag, “il giorno in cui si legge agli altri”. In tedesco, infatti, c’è una sostanziale differenza tra lesen, leggere, e vorlesen, leggere ad alta voce per qualcuno. Io oggi sono andata a vorlesen nella scuola elementare di mio figlio, in qualità di mamma e di referente di Nati per Leggere, portando con me un libro in italiano di un bravissimo autore fiammingo, Pieter Gaudesaboos: Una scatola gialla.

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VIVERE ALTROVE di Marisa Fenoglio

Marisa Fenoglio, sorella del più celebre Beppe, ha scritto ormai vent’anni fa il romanzo autobiografico Vivere altrove (Sellerio), diventando un’esponente di rilievo della letteratura interculturale in Germania – o, come viene spesso provocatoriamente denominata, della Gastarbeiterliteratur.

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E lucevan le stelle

La vita è fatta così, si chiude un cerchio e se ne apre un altro.
Inizia una grande avventura: E lucevan le stelle c’è.
Lo trovate sul sito di Miraggi Edizioni e, a breve, in libreria.

Il destino di Ulrike, fin oltre l’evento della morte, è una magnifica rappresentazione narrativa dell’amore per una terra e della libertà: la libertà di scegliere il nostro destino affrancandoci dai progetti che la Storia con la “S” maiuscola aveva fatto su di noi.

(dalla Postfazione di Marco Montemarano)

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La storia tedesca del Novecento e le tradizioni di una piccola isola del Sud Italia si intrecciano con le vicende personali di una donna apparentemente come tante. Ulrike è morta, ma la sua anima è intatta: decide di impiegare il tempo in cui verrà accompagnata nel luogo della dispersione delle ceneri ripercorrendo la sua vita e quella di quattro generazioni della sua famiglia. Nell’alternarsi di passato e presente, la protagonista si confronta con il dolore che fortifica e con quello che distrugge, riflette su ciò che è stato e ciò che non sarà più, indaga sul senso della vita, dell’amore, dell’arte. Fino al momento di sprofondare nel mare cristallino da lei tanto amato.

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Non mi resta che augurarvi buona lettura.

Sulle tracce di Zorba e Fortunata

Sarà che alla Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare collego alcuni bellissimi ricordi d’infanzia (mia madre mi portò al cinema, solo io e lei, a vedere il cartone animato di Enzo D’Alò), ma per me Amburgo ha sempre avuto un’aura magica. Così, ci sono andata per due settimane la prima volta nel 2010, e proprio lì ho comprato una copia in tedesco del libro di Sepúlveda. Ci sono tornata per due giorni la scorsa settimana insieme a mio figlio: dopo aver letto insieme il libro e guardato insieme il cartone animato, è arrivata una domanda inaspettata, che mi ha riempita di orgoglio: “Mamma, ma Amburgo non è lontana da qui: perché non andiamo a vedere dal vivo i posti di Zorba e Fortunata?”.

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