E lucevan le stelle

La vita è fatta così, si chiude un cerchio e se ne apre un altro.
Inizia una grande avventura: E lucevan le stelle c’è.
Lo trovate sul sito di Miraggi Edizioni e, a breve, in libreria.

Il destino di Ulrike, fin oltre l’evento della morte, è una magnifica rappresentazione narrativa dell’amore per una terra e della libertà: la libertà di scegliere il nostro destino affrancandoci dai progetti che la Storia con la “S” maiuscola aveva fatto su di noi.

(dalla Postfazione di Marco Montemarano)

***

La storia tedesca del Novecento e le tradizioni di una piccola isola del Sud Italia si intrecciano con le vicende personali di una donna apparentemente come tante. Ulrike è morta, ma la sua anima è intatta: decide di impiegare il tempo in cui verrà accompagnata nel luogo della dispersione delle ceneri ripercorrendo la sua vita e quella di quattro generazioni della sua famiglia. Nell’alternarsi di passato e presente, la protagonista si confronta con il dolore che fortifica e con quello che distrugge, riflette su ciò che è stato e ciò che non sarà più, indaga sul senso della vita, dell’amore, dell’arte. Fino al momento di sprofondare nel mare cristallino da lei tanto amato.

***

Non mi resta che augurarvi buona lettura.

I MORTI TACCIONO di Arthur Schnitzler

Esce quest´oggi la mia traduzione del meraviglioso racconto di Arthur Schnitzler “I morti tacciono” per Edizioni Urban Apnea.
Lo trovate qui: e-book gratuito, cartaceo print on demand.

In una notte rubata a una vita senza scosse, Emma ricerca la poesia nell’abbraccio dell’amante, vivendo la sua avventura ignara delle conseguenze cui il destino la metterà di fronte. Con una prosa modulata alla perfezione sulle emozioni e i sentimenti dei protagonisti, Arthur Schnitzler, alter-ego letterario di Sigmund Freud e autore del racconto Doppio Sogno che ha ispirato Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, mette in scena un dramma umano fatto di egoismi, frustrazioni e banalità di una vita senza direzione.

Post-it #9

Essere artisti vuol dire maturare come l´albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz´apprensione che l´estate possa non venire. Ché l´estate viene. Ma viene solo ai pazienti, che attendono e stanno come se l´eternità giacesse avanti a loro.

(Rainer Maria Rilke, Lettera a un giovane poeta – Lettere a una giovane signora – Su Dio, trad. Leone Traverso, Adelphi)