E lucevan le stelle

La vita è fatta così, si chiude un cerchio e se ne apre un altro.
Inizia una grande avventura: E lucevan le stelle c’è.
Lo trovate sul sito di Miraggi Edizioni e, a breve, in libreria.

Il destino di Ulrike, fin oltre l’evento della morte, è una magnifica rappresentazione narrativa dell’amore per una terra e della libertà: la libertà di scegliere il nostro destino affrancandoci dai progetti che la Storia con la “S” maiuscola aveva fatto su di noi.

(dalla Postfazione di Marco Montemarano)

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La storia tedesca del Novecento e le tradizioni di una piccola isola del Sud Italia si intrecciano con le vicende personali di una donna apparentemente come tante. Ulrike è morta, ma la sua anima è intatta: decide di impiegare il tempo in cui verrà accompagnata nel luogo della dispersione delle ceneri ripercorrendo la sua vita e quella di quattro generazioni della sua famiglia. Nell’alternarsi di passato e presente, la protagonista si confronta con il dolore che fortifica e con quello che distrugge, riflette su ciò che è stato e ciò che non sarà più, indaga sul senso della vita, dell’amore, dell’arte. Fino al momento di sprofondare nel mare cristallino da lei tanto amato.

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Non mi resta che augurarvi buona lettura.

Nascondino

Di cosa io pensi dell’8 marzo, ve ne avevo dato un assaggio nel mio post dell’anno scorso.

Osservo le donne e la conclusione a cui sono arrivata è che, se siamo ancora qui a chiedere parità eccetera eccetera, la colpa non sia tanto degli uomini quanto di altre donne.

C’è una donna, ad esempio (esiste davvero, e come lei chissà quante altre), che c’è solo se c’è lo sguardo di un uomo e che gioca a nascondino perché non si sente all’altezza. Una donna che è esempio lampante di quanta strada c’è ancora da fare. 

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