IL COMMESSO di Bernard Malamud

Ho capito, sin dalle prime pagine, che Il commesso sarebbe entrato di diritto a far parte dei miei libri preferiti: sensazione più unica che rara, così come unico, perfetto, eccezionale è questo romanzo. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1957 e riscoperto in Italia solamente da un paio d’anni grazie a minimum fax, Il commesso è considerato il capolavoro di Bernard Malamud.

Morris Bober è un commerciante ebreo di Brooklyn, la cui drogheria va sempre peggio − e il colpo di grazia è l’apertura di un negozio concorrente, a qualche isolato di distanza.

Il suo cognome, che in yiddish indica qualcosa o qualcuno di scarso valore, inizialmente sembra calzante ma, man mano che la storia prende forma e si sviluppa, ci si rende conto che è quanto di più lontano dal grande uomo che, in realtà, Morris è.

Lungo tutto il libro si parla, a più riprese, di cosa significhi essere ebrei. Morris si sente ebreo, nonostante da vent’anni non metta piede in sinagoga e venda (e mangi abitualmente) prosciutto, perché “per essere un buon ebreo tutto quello che occorre è un cuore buono“.

Morris è un uomo modesto, senza ambizioni, ma dalle immense statura morale e dignità.

Il mondo soffre. Ed era lui a sentirne tutto lo schmerz, la pena.

Non ha avuto una vita facile. Sacrifici e sofferenza non lo hanno mai abbandonato (a partire da quel “sogno americano” tanto agognato quanto deludente), ma lui non se ne è mai lamentato né ha mai provato rancore.

Per via delle precarie condizioni economiche della famiglia, alla figlia Helen tocca andare a lavorare anziché all’università, tocca chiudere gli occhi sul suo sogno di vedere il mondo e sulla sua aspirazione a qualcosa di più grande, tocca (provare a) consolarsi con i libri della biblioteca di quartiere.

Lei si recava in biblioteca in media due volte alla settimana, prendendo solo un libro o due per volta, perché ritornare per un altro libro era una delle sue poche gioie.

All’improvviso, nella famiglia Bober entra Frank Alpine, un ladruncolo goy (non ebreo) e italyener (italiano) che si offre di lavorare, non pagato, come commesso. Frank è un tipo particolare e non sembra ci sia da fidarsi di lui: la moglie di Morris, Ida, non vede l’ora che se ne vada − ed anche il lettore non può non provare sentimenti contrastanti nei suoi confronti, salvo poi affezionarglisi come fosse un fratello.

Segreti, inganni, bugie, ma anche una profonda disperazione per la propria condizione: ci può essere “un termine al male e un principio al bene“? Frank saprà dimostrare che la vita non si deve mai considerare già scritta, che proprio perché Dio (se c’è, da qualche parte) è lontano e indifferente alle sorti degli uomini sta a ciascuno tirare fuori il meglio di sé per cambiare rotta e redimersi: non è mai troppo tardi “per cambiare vita prima d’essere soffocati dal fetore“. Specie se, oltre che per sé, lo si fa  per amore.

Con prosa limpida e scorrevole, sempre attenta al dettaglio, sobria e struggente al tempo stesso, Malamud scava nell’anima di tre personaggi davvero indimenticabili e scava nell’anima del lettore raccontando di solitudine, di infelicità, di disincanto, di destino… ma anche, in fin dei conti, di riscatto.

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Pessoa diceva che “l’unica prefazione di un libro è la mente di chi lo legge“, ed io sono tendenzialmente d’accordo (capita spesso che io le salti a piè pari): stavolta, però, l’ho letta due volte di fila.

La prefazione di Marco Missiroli, che potete leggere qui, è fantastica: mi sono calata nella vita e nel pensiero di Malamud − e me ne sono innamorata −, ho iniziato a conoscere Il commesso. Mi sono ben preparata ad una lettura meravigliosa, insomma.

copertina-il-commessoAutore: Bernard Malamud

Titolo: Il commesso

Traduttore: Giancarlo Buzzi (riveduta da Giovanni Garbellini)

Pagine: 327

Editore: minimum fax

Prezzo: € 13,50 (cartaceo); € 7,99 (e-book)

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2 pensieri riguardo “IL COMMESSO di Bernard Malamud

  1. Ho letto questo romanzo qualche mese fa e pure a me è piaciuto molto. Per questa ragione ho acquistato (sempre da Minimum Fax) “Per me non esiste altro” che raccoglie il pensiero di Malamud su vita e letteratura. Un libro da avere, secondo me.

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