I consigli della libraia ~ VIAGGIO SUL FIUME di Robert Nathan

di Raffaella Musicò

imageEra tanto che non piangevo leggendo un libro. Era tanto che l’amore non mi commuoveva. Ma non lasciatevi ingannare, si tratta di amore coniugale, con la C maiuscola.

Sto parlando di Viaggio sul fiume di Robert Nathan, edito da Atlantide e mirabilmente tradotto da Gaja Cenciarelli.

viaggio-fiumeUn pomeriggio di maggio, poco dopo le tre, Minerva Parkinson uscì dallo studio del dottor Bliss, nel palazzo della Grain Company, e s’incamminò sulla strada che portava al mercato. Aveva da poco superato la mezza età e sorrideva. Era un sorriso fisso, imbarazzato. Le era stato appena detto che presto sarebbe morta.

Questo l’inizio della seconda pagina; il libro comincia con una descrizione minuziosa del Missouri nel tratto che passa accanto alla cittadina di Steubenville perché il fiume è protagonista involontario di questa storia.

Il tempo a disposizione di Minerva prende a scorrere seguendo la velocità dell’acqua, lento in superficie, forse, ma veloce sotto, dove nessuno ha mai pensato di guardare – neppure Minerva, almeno fino a quel momento.

Il romanzo comincia davvero quando lei si chiede quanto sia riuscita ad avvicinarsi al desiderio più profondo di suo marito: ‘Dai a un uomo amore, asparagi, gli mandi avanti la casa, ma quanto riesci ad avvicinarti al suo cuore più segreto?’ E, una volta che si è partiti su una china come questa, è difficile fermarsi, e allora lei si sveglia di notte chiedendosi: ‘Oh, Henry, sono stata davvero il tuo unico vero amore? Siamo stati di conforto l’uno all’altra, ci è bastato?’

Da qui in poi, la scrittura segue la casa galleggiante che porta i nostri lungo il fiume, per una lunga gita che Minerva regala a Henry, investendoci tutti i suoi risparmi.

Sulla barca non sono soli, si ritrovano due compagni di viaggio piuttosto insoliti, Mr. Mortimer e Nora, saliti ognuno con un pretesto, che si legheranno rispettivamente a Minerva e a Henry come fosse la cosa più naturale del mondo, come se si aspettassero da sempre e da sempre fossero in cerca di un’occasione come questa.

Il fascino di questa narrazione sta nel ritmo potente e cadenzato della scrittura; sta nel suo tono, nel volume un po’ ribassato. Sta nei pensieri di Minerva, nella sua incrollabile tenerezza. Sta nella sua capacità di accorgersi che qualcosa è mutato in modo irreversibile, e nella consapevolezza che a questo qualcosa è meglio arrendersi, da questo qualcosa è giusto lasciarsi condurre. Minerva ha lo sguardo commosso di una donna che ha seguito la strada tracciata da altre prima di lei e che a un certo punto ha provato a chiudere gli occhi e sentire, molto prima di fare.

Questo è un libro che parla di un matrimonio in cui entra la morte e nel momento in cui questo accade la destinataria del messaggio si sveglia a una nuova vita e decide di viverla. Si azzarda su un crinale scivoloso e battuto dal vento, ma sta dritta e guarda l’orizzonte.

La magia di questo racconto, di questa scrittura così musicale e misurata come una suite di Bach, sta anche nella straordinaria capacità di Nathan di porsi al mondo con lo sguardo di una moglie e di restituirci, un attimo dopo, la risposta di un marito.

È un racconto che si divora e si assapora, che scalda il cuore e gela le mani. Proprio come un matrimonio.

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Robert Nathan, Viaggio sul Fiume, 126 pagine, trad. Gaja Cenciarelli, Atlantide

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