“Il balcone delle meraviglie” di Rossella Calabrò

In questo periodo di isolamento stiamo un po’ tutti riscoprendo i nostri balconi, punto di contatto tra l’interno della nostra casa e il mondo là fuori. Ci stiamo passando più tempo del solito: per respirare aria fresca, per goderci il sole della primavera che nel frattempo è arrivata, perché tra Home Office, Home Schooling, ecc. è l’unico posto che faccia davvero da “stanza tutta per sé” per leggere, riflettere, rilassarsi.

Questo elogio del balcone ha un suo perché, voglio consigliarvi Il balcone delle meraviglie di Rossella Calabrò. Non è il primo suo libro che leggo, e ciò che apprezzo ogni volta è la sua capacità di affrontare temi importanti con leggerezza (che, ricordiamolo, significa tutto tranne superficialità) e ironia.

Il balcone delle meraviglie è, da un lato, un libro di giardinaggio sui generis. Ho scoperto i nomi di diverse piante che ho in casa, ho scoperto i nomi di diverse piante che vorrei tanto avere in casa (quando finirà la quarantena, una delle prime cose che farò sarà andare al vivaio). E ho scoperto tantissimi piccoli ma vitali segreti, frutto di anni d’esperienza diretta di “balconaggio” (perché l’autrice, proprio come me, in realtà non ha mai avuto un giardino per fare giardinaggio), per far sì che le nostre piante stiano bene – e noi con loro.

Dall’altro lato, infatti, questo libro parla di noi. Con saggezza e col sorriso, attraverso aneddoti, consigli, nuove prospettive e persino “esercizi di florisofia”, ci troviamo a riflettere sulla nostra vita. Perché la grande verità è questa: mentre coltiviamo le piante, coltiviamo noi stessi.

Ogni pianta racchiude un piccolo segreto di felicità.

C’è il “pollice verde” e c’è il “pollice rosa”, quello che ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri. La calma, la cura, la lentezza, la pazienza, la gioia delle piccole cose possiamo impararle anche occupandoci del nostro angolo verde.

Se queste vi sembrano idiozie new-age, probabilmente non avete mai provato a fare giardinaggio. Nessuno vi capisce meglio di me, sono stata una grande fan delle piante di plastica fino a circa un anno fa, quando, in convalescenza da burnout e in attesa della psicoterapia, mi sono imposta cose nuove, belle e lente. Tra le altre cose, ho riempito il balcone di piante: alcune sono durate poco, altre però sono ancora lì, a ricordarmi che ce l’ho fatta e a farmi compagnia con i loro colori e i loro profumi. E ogni volta che la mia fucsia fiorisce, mi sento fiorire anch’io.

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Rossella Calabrò, Il balcone delle meraviglie, 192 pagine, Sperling & Kupfer, 2018.

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