INTERVISTA CON LA STORIA di Oriana Fallaci

Intervista con la storia ha, sin dal 1974, fatto così tanto parlare di sé da diventare quasi lettura “obbligata”. Ne ho rimandato per un bel po’ la lettura, spaventandomi non tanto per le 920 pagine — adoro i libri molto lunghi — quanto per il contenuto: 28 (ventotto!) interviste fatte da Oriana Fallaci per L’Europeo a personaggi-chiave della seconda metà del Novecento.

È stata una lettura impegnativa, faticosa e complicata, ma ne è valsa comunque la pena. Anzi, forse proprio perché è stata una lettura impegnativa, faticosa e complicata, ne è valsa la pena.

Ho sentito il bisogno di intervallarlo ad altre letture. Ho speso molto tempo a fare ricerche prima di leggere le interviste perché né i profili introduttivi della Fallaci – che non ha mancato di descriverci tutto ciò che non può venire letto: un tono di voce, uno sguardo, un atteggiamento – né le note biografiche al fondo del volume potevano colmare le mie lacune. Alcuni dei personaggi mi erano sconosciuti, altri li conoscevo solamente di nome, di pochi ho letto direttamente l’intervista: sono ancora giovane e quel periodo mi è estraneo (può essere considerata, questa, un’attenuante della mia ignoranza?).

Nonostante Intervista con la storia non si legga tutto d’un fiato, al contrario delle opere narrative della Fallaci (Un uomo l’ho letto in un giorno, Insciallah in due, gli altri in nemmeno una settimana, Intervista con la storia in tre mesi!), ci sono, però, molti buoni motivi per leggerlo.

Se ho dovuto studiare il passato per provare a comprendere fino in fondo questo libro, questo mi ha aiutato a capire meglio anche il presente: d’altronde, alcuni dei temi trattati nelle interviste sono ancora attuali a distanza di quarant’anni (basti pensare al conflitto arabo-israeliano), ed alcuni di quei personaggi sono morti solo in anni recenti (basti pensare al “nostro” Giulio Andreotti).

Ma, soprattutto, è interessante, nella galleria di ritratti che ci viene presentata, scoprire il volto umano – anche se, delle volte, disumano sarebbe più appropriato – di donne e uomini che hanno forgiato la Storia. Messi a nudo e spinti ad ammettere ciò che mai avrebbero ammesso, vengono mostrati per ciò che c’è dietro il loro profilo pubblico, oltre l’immagine di facciata.

Mai compiacente e mai deferente, la Fallaci, con quel suo piglio inconfondibile, si incontra – e, spesso e volentieri, si scontra – con personaggi di primo piano degli anni Sessanta e Settanta. Henry Kissinger, Willy Brand, Yassir Arafat, Santiago Carrillo, Alvaro Cunhal, il generale Giap, lo scià di Persia. Gli italiani Pietro Nenni, Giorgio Amendola, Giovanni Leone. Golda Meir e Indira Ghandi. Ed altri ancora. Per concludere con una struggente intervista ad Alessandro Panagulis, emblema dell’anti-potere e della lotta per la libertà.

Inevitabile porsi interrogativi come quello che si pone la stessa Fallaci nella sua Premessa del 1977:

«La storia è fatta da tutti o da pochi? Dipende da leggi universali o da alcuni individui e basta? […] Ti chiedi come siano quei pochi: più intelligenti di noi, più forti di noi, più illuminati di noi, più intraprendenti di noi? Oppure individui come noi, né meglio né peggio di noi, creature qualsiasi che non meritano la nostra collera, la nostra ammirazione, la nostra invidia?»

La risposta che lei si dà è che «chi determina il nostro destino non è davvero migliore di noi». E non fatichiamo ad essere concordi con lei. Poche eccezioni, davvero poche.

Non si può non stare, anche noi, dalla parte di Alekos, non si può non dire di no al Potere con la pi maiuscola: «lo stesso Potere che il libro denuncia e condanna e odia».

intervista con la storiaAutore: Oriana Fallaci
Titolo: Intervista con la storia
Pagine: 920
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 14,00
Acquistalo subito su Amazon in cartaceo oppure in e-book!

Una risposta a “INTERVISTA CON LA STORIA di Oriana Fallaci”

  1. […] riscrivessi Moby Dick, mi additerebbero per la stupida frase di un cowboy di nome Kissinger [in Intervista con la storia, ndr] o per il chador che mi tolsi di fronte a Khomeini dicendogli: «Vada al diavolo». Non […]

Lascia un commento