MOMENTI DI FELICITÀ di Marc Augé

In questo mondo che cola a picco e in cui i motivi di preoccupazione sono e possono essere innumerevoli, il celebre etnologo francese Marc Augé dedica il suo ultimo saggio ai Momenti di felicità.

Un libro per imparare a essere felici? Forse, ma più che altro per riflettere su come si possa sempre essere felici, se si vede la felicità come una scelta fatta di piccoli preziosi momenti nonostante tutto. 

Il primo assunto da cui parte Augé è proprio questo: la felicità è sempre “nonostante” e mai “a prescindere”. A ragione, perché quando ci sforziamo di guardare il bicchiere mezzo pieno pensando che in fondo di motivi per essere felici ne abbiamo, stiamo giocando proprio con quel nonostante tutto.

Invertendo la prassi abituale, vogliamo qui azzardare una svolta sobriamente antropologica nel tentativo di osservare in quali occasioni e a quali condizioni, ciascuno per parte sua, siamo di tanto in tanto sorpresi dall’evidenza sensibile di un momento e un movimento di felicità. Momento e non stato. Movimento e non immobilità permanente.

La felicità è dunque “evitare la stasi” ed è tutt’altro che una condizione permanente. Solo di tanto in tanto ci è dato provarla nella sua fugacità: per questo Augé non scrive di felicità in maniera generica, ma la circostanzia riferendosi a momenti di felicità. Lampi, attimi nei quali è possibile percepirla.

Quali sono questi momenti di felicità? Anche semplicemente prenderci in tutta tranquillità l’emblematico caffè che troneggia in copertina.

In brevi e piacevoli capitoli che assumono spesso e volentieri la forma del memoir, l’autore si rivolge al lettore raccontando “tracce d’infanzia”, l’emozione di una prima volta, letture fondamentali, canzoni di famiglia, viaggi in Italia (e la perfezione della pasta!), paesaggi. Perfino l’esperienza di un ritorno o l’avanzare dell’età sono momenti di felicità: l’una, infatti, aiuta a mettere in discussione e comprendere meglio la nostra idea di felicità, mentre l’altra ci permette di “reinventarci”, di non dipendere dal tempo ma finalmente appropriarcene.

Un “diario di bordo un po’ disordinato”, lo definisce Augé, ma in realtà di disordinato ha ben poco: una lingua chiara e limpida che riesce a coinvolgere e instaurare un dialogo con il lettore, contenuti che sembra abbiano poco della ricerca sociologica ma che, alla fine, ci accorgiamo esserne intrisi (d’altronde, perfino l’ONU cerca di trovare criteri oggettivi per misurarla, questa benedetta felicità).

Augé cita numerosissime opere letterarie (“La storia della letteratura offre (…) una riserva illimitata di atteggiamenti possibili nei confronti del tempo e della felicità“) ma anche saggi di sociologi che hanno apportato il loro contributo nella ricerca sul tema, come Alain Badiou, che ha provato a definire le caratteristiche del “soggetto della felicità”: felice è colui che crea qualcosa, che non è chiuso in una identità e che riesce a stupire se stesso con le sue qualità.

In ogni caso, la felicità è fortemente legata al tempo, sia in senso individuale (come nostalgia) che collettivo (come utopia), e si manifesta invariabilmente come illusione. Se è vero infatti che i momenti di felicità passati restano ancorati nella nostra memoria (e ne cogliamo l’importanza, spesso e volentieri, quando vengono a mancarci), i momenti di felicità futuri nutrono le nostre speranze, le nostre attese. Nel mezzo, c’è un presente che dovremmo imparare a goderci di più per dare vita a una “felicità diffusa” che sia addirittura forma di resistenza.

Tutti questi diversi modi di provare felicità esistono soltanto per coloro che li hanno desiderati al punto di averli inventati, a dispetto dell’epoca, del dubbio e della paura. Sono modi di conoscere la felicità concessi a tutti, indipendentemente da origini, cultura, sesso: una felicità di resistenza, la cui idea rimarrà sempre nuova, a dispetto dell’odierna mediocrità.

***

Marc Augé, Momenti di felicità, trad. Maria Gregorio, 114 pagine, Raffaello Cortina Editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *