Nel diorama: Viaggi, miraggi e romanzi

a cura di Leonardo Niglia

A Bellapais, sull’isola di Cipro, c’è un’antica abbazia abbandonata, dalle cui finestre a sesto acuto prive di vetrate arriva la luce chiara e azzurra del Mediterraneo e il profumo dolce degli amari limoni che crescono sull’isola. E si chiama proprio Amari limoni di Cipro, il diario-romanzo che il purtroppo dimenticato (in Italia) Lawrence Durrell ha dedicato alla sua esperienza sull’isola a metà degli anni 50, ad attirarmi come un magnete alle spiagge mitiche e selvagge, alle dolci colline ondulate di questo gioiello che emerge dalle acque azzurre del Mediterraneo, estremo avamposto europeo posto di fronte a Turchia, Libano e Siria. Dove, se imposti il navigatore la prima città suggerita con la lettera A è Aleppo, con le sue bombe a 350 chilometri in linea d’aria. Può un libro condizionare un destino e far nascere passioni, viaggi, portarci a ripercorrere come nostalgici archeologi i passi di uomini che ormai sono polvere? O forse è il contrario, e sono le nostre vite, i viaggi che facciamo e i contorti itinerari che sfuggono alle mappe satellitari e alle geolocalizzazioni ad attirarci verso i libri e i loro autori. In epoche che vibrano dentro di noi come gli echi di un’antica radiazione.

Per me, da un po’ di anni, viaggi e romanzi sono diventati le facce di una stessa medaglia. Avevo già scritto in un precedente articolo, e sempre su questo blog che gentilmente mi ospita, il mio personale metodo per affrontare quei momenti di panico che prima o poi assalgono ogni lettore, smarrito di fronte alla vasta scelta su cosa leggere. Ecco qui un altro modo per salvarsi la vita, coniugando due grandi passioni, leggere e viaggiare. E quale modo migliore di farlo se non affidandosi a chi il viaggio lo ha fatto prima di noi, facendosi raccontare da Hemingway com’era percorrere in bicicletta la strada che da Aigues-Mortes conduceva a Le Grau du Roi, in Camargue, attraverso le pagine de Il giardino dell’Eden, o scoprire quanto possono essere selvagge le scogliere del Maine e i suoi temporali, nelle pagine di Scandalo al sole, di Sloan Wilson. Non so se a voi capita, ma immagino di sì…per me buona parte del piacere di organizzare un viaggio, di vedere un posto nuovo, sta nello scegliere accuratamente quale romanzo leggere prima, durante o dopo il viaggio. Ricercare nella realtà di oggi piccoli indizi di quello che era il mondo descritto nelle pagine di chi lo ha visto prima di noi. L’albergo rosa diTenera è la notte, con le sue finestre aperte sul mare in cui Scott Fitzgerald e Zelda ballavano fino alle prime luci dell’alba (l’albergo esiste ancora ed è ad Antibes anche se è molto diverso da quello descritto nel libro, ma è sempre rosa), l’affascinante storia della travagliata costruzione del monastero di Mafra, nel Memoriale del conventodi Saramago. In un’epoca in cui siamo bombardati da immagini e da informazioni, in cui ogni luogo sulla terra è stato fotografato, recensito, pinnatoo instagrammato, a volte è confortante potere ancora rifugiarsi tra le pagine di un libro, ricalcando, coi nostri passi le orme di chi è passato prima perché, come scrive Durrell all’inizio del viaggio che lo porterà su un’isola persa nell’azzurro mare, cambiando la sua vita e la sua percezione delle cose, “i viaggi sono come gli artisti, nascono e non si possono creare. Sbocciano dalle esigenze della nostra natura e i più belli non ci conducono solamente più lontano nello spazio, ma anche più dentro noi stessi”.