Pordenonelegge 2016, la prima volta non si scorda mai

pordenoneleggeTenevo d´occhio pordenonelegge già da qualche anno, finalmente sono riuscita ad andarci e di sicuro ci tornerò. È davvero una “festa del libro“, si respira un´atmosfera raccolta ma molto vivace. Gli eventi, sparsi qui e là, fanno sì che tra l´uno e l´altro ci si possa rilassare o concedersi uno Spritz, evitando quello “stress” un po´ tipico delle fiere letterarie. Le vetrine giallo-nere dei negozi del centro, con gattini neri decorativi di ogni foggia e materiale (immagine-simbolo scelta non a caso, poiché questa è la diciassettesima edizione — la scaramanzia è servita, questa è stata l´edizione record).

I due tendoni in piazza con libri sia nuovi che usati tra cui perdersi, e la libreria Al Segno, indipendente e fornitissima.

Insomma, un festival ben riuscito praticamente sotto tutti i punti di vista, anche organizzativi, se non si considera l´incertezza dei cosiddetti “angels” nel definire la posizione dei blogger, che ad un incontro avevano posti riservati in prima fila e a un altro il “diritto al posto in piedi” in una sala vuota.

Interessante il programma, molto variegato e con nomi promettenti. Il venerdì è stato ad indirizzo musicale, per così dire, con la presentazione di Celeste e infernale (Laterza) di Pietro Rattalino e Storie di rock italiano (Jaca Book) di Daniele Bacchessi. Sabato intenso, con un dibattito sulla letteratura italiana tra Paolo Di Paolo e Giorgio Ficara con riferimento al saggio, scritto da quest´ultimo, Lettere non italiane (Bompiani); a seguire la presentazione del romanzo sociale di Massimiliano Santarossa, Padania (Edizioni Biblioteca dell´Immagine), in anteprima assoluta a pordenonelegge; per concludere, due incontri moderati da Filippo La Porta, il primo con Edoardo Albinati, autore de La scuola cattolica (Rizzoli), il successivo dal titolo con Romano Luperini (La rancura, Mondadori) e Antonio Moresco (L´addio, Giunti). Domenica che parte in leggerezza con una brillante Chiara Valerio che presenta Elena Stancanelli e il suo La femmina nuda (La nave di Teseo), e si conclude con l´israeliana Zeruya Shalev, autrice di Dolore (Feltrinelli), a cui il moderatore Alessandro Mezzena Lona ad un certo punto non ha avuto di meglio da chiedere — reggetevi —. come fa a combinare lavoro e famiglia.

Nei prossimi giorni vi ragguaglierò sui contenuti di alcuni di questi incontri, da cui ho tratto ottimi spunti e messo diversi libri in lista.

Ed ora, la confessione: di Pordenone ricorderò soprattutto il frico con la polenta.

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