Post-it #1: E così vorresti fare lo scrittore?

Mi piace l’idea che ci siano post-it sparsi qui e là con citazioni, poesie e brani a me cari o che mi hanno colpita. Se poi si considera che, anche nella mia versione non cibernetica, sono perennemente circondata da post-it, si capisce meglio il perché di una trovata simile. Sto scoprendo Charles Bukowski, ho scoperto questa poesia per caso e ne ho fatto un po’ il mio manifesto.

Quando ho deciso di aprire questo sito, ho riflettuto a lungo se fosse il caso di definirmi aspirante scrittrice, e ciò non solo per il mio estremo pudore sullo questioni scrittevoli: dirsi tale, oggi come oggi, mi rendo conto che equivale a farsi ridere in faccia. Quell’aspirante, poi… credo che gli aspiranti scrittori siano solamente un cicinin più tollerati rispetto a chi ha pubblicato pagando, a chi su Facebook accanto a nome e cognome scrive Scrittore (con la S maiuscola, of course), a chi fa spam compulsivo dei propri libri. E lo sono solamente perché ancora non hanno pubblicato. Ecco, non vorrei essere buttata nella mischia.

E vorrei fare la scrittrice, sì.

Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un
ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono e noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’auto-
compiacimento.
le biblioteche del mondo hanno
sbadigliato
fino ad addormentarsi
per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè
e continuerà
finchè tu morirai o morirà in te.
non c’è altro modo.
e non c’è mai stato.

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