Post-it #4 ~ Le “donnine di casa”

Simone de Beauvoir“Pochi compiti sono simili alla tortura di Sisifo più del lavoro domestico, con le sue infinite ripetizioni: il pulito diventa sporco, lo sporco viene pulito, più e più volte, giorno dopo giorno.” (Simone de Beauvoir)

 

Odio, sommamente odio fare i lavori di casa. Poi li faccio, non è che aspiri a vivere in un letamaio, ma molto malvolentieri e quando il pulito diventa sul serio sporco.

E invece ci sono donne che puliscono quando il pulito non è ancora sporco, donne che ogni giorno hanno qualcosa di inutile da fare: pulire gli infissi, strofinare con uno spazzolino da denti vecchio le fughe delle piastrelle del bagno, magari lucidare l’argenteria.

Io pure ogni giorno ho qualcosa da fare, ma è qualcosa di costruttivo: leggere, scrivere, dipingere, ascoltare Bach, andare a passeggio nel bosco, cucinare i muffin con mio figlio, cercare un nuovo taglio di capelli, imparare cose nuove, anche cazzeggiare. Insomma, ogni giorno mi sembra di averlo speso bene.

Queste donne sembra che non mirino alla felicità, alla soddisfazione. O, meglio, la casa brillante per loro è la felicità, è la soddisfazione. Riuscite a immaginare niente di più triste?

Succede che ad una di queste donne venga in mente di “interrogarmi” a proposito del mio calendario delle pulizie, concludendo che non sono abbastanza casalinga, proprio per niente. Me lo dice pure, “Dovresti essere più donnina di casa”. Donnina di casa.

Non mi reputo una femminista, vivo la mia vita a prescindere da etichette ma assecondando solamente il mio pensiero. Però ecco, di fronte a donne − mie coetanee, mica nonne − che utilizzano un’espressione come donnina di casa, non posso non pensare a chi bruciava i reggiseni pretendendo di non essere solo donnina di casa, di avere un ruolo diverso nella società. Non posso non pensare che di lavoro ce n’è ancora troppo da fare, ma spesso proprio per colpa di noi donne.

Non posso non pensare a Simone, ché − parole sante − Donna non si nasce, lo si diventa. Quella D non credo sia maiuscola solo perché si trova a inizio frase.

E le donnine di casa, alla fin fine, la D maiuscola mi sa che se la possono scordare.

4 risposte a “Post-it #4 ~ Le “donnine di casa””

  1. Donnina di casa è un’espressione che in un paese civile comporterebbe la condanna a una lunga pena detentiva.

    1. Elisa Gelsomino dice: Rispondi

      Esattamente. E siccome l’Italia è notoriamente un paese civile, ci sono ancora parecchie trentenni a cui piace definirsi “donnina di casa” e che mirano a fare proseliti tra le coetanee… a ben pensarci, forse l’ergastolo sarebbe più appropriato. 😀

  2. si, lo so.

    il “diavolo” è sempre nei particolari.

    tipo in una D maiuscola.

    1. Elisa Gelsomino dice: Rispondi

      Eh sì, caro Jean-Loup, lo puoi dire forte. 😉

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