Presentazione LA FEROCIA/EISKALTER SÜDEN di Nicola Lagioia

Lo scorso 18 ottobre è stata presentata all´Auslandsgesellschaft di Dortmund la traduzione tedesca de La ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia, Premio Strega 2015. Con la moderazione di Paola Barbon, lettrice della Ruhr-Universität di Bochum, e alla presenza di Christian Ruzicska, uno dei due editori della Secession Verlag, si è tenuto un lungo e interessante incontro su Eiskalter Süden. 

eiskalter-suden-lagioiaLa ferocia è il quarto romanzo dello scrittore barese e il primo ad essere tradotto in Germania. Traduzione affidata a Monika Lustig, colei che in Germania ha tradotto Leonardo Sciascia, Fabio Stassi, Goffredo Parise, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio e molti altri. La presentazione è iniziata proprio con l´osservazione di come sia stato reso in tedesco il termine “ferocia”, ovvero “gelido Sud“: un titolo che riesce a mantenere la tensione originaria pur essendo lontano dal concetto di crudeltà, barbarie ed efferatezza.

Cos´è la ferocia? «È l´istinto di prevaricazione da cui non riusciamo ad emanciparci», dice l´autore. «A differenza degli altri animali, l´uomo avrebbe la capacità di sottrarsi alla violenza a cui la natura lo chiama»,  eppure pare non farcela.

La ferocia permea l´atmosfera dell´intero romanzo, incentrato su una famiglia di  palazzinari del Sud Italia, una famiglia in cui «per fortuna nascono figli sbagliati, che però sono quelli giusti».

«La letteratura di occupa delle famiglie infelici», afferma Lagioia. «Come sarebbero andati i Promessi Sposi senza Don Rodrigo? Si sarebbero conclusi a pagina 4». E come sarebbe andata La ferocia senza Vittorio Salvemini, lo spregiudicato padre che brama ricchezza e potere? «Da intellettuale dovrei discernere tra buono e cattivo e lo condannerei, da scrittore il mio compito non è giudicarlo ma raccontarlo». E in effetti ci sono tantissimi esempi di cattivi nella letteratura, rispetto ai quali il lettore prova empatia (e vengono citati il pedofilo Humbert Humbert in Lolita di Nabokov, o Raskolnikov in Delitto e castigo di Dostoevskij): il punto è «riconoscersi gli uni con gli altri come esseri umani».laferocia

«La letteratura vuole essere la parte per il tutto», prosegue poi. Il suo potere di identificazione ci fa diventare familiari realtà culturalmente, geograficamente e temporalmente molto lontane da noi, e allora tutti diventiamo il Gregor Samsa di Kafka, tutti abitiamo nel Canada narrato dalla Munro o nella Macondo di Garcia Marquez. Ma è parte del tutto anche perché riesce a raccontare l´universale attraverso specificità. In particolare, il Sud Italia è «come una cartina di tornasole, attraverso la quale le contraddizioni dell´intero Paese esplodono con più forza e si rivelano».

Paola Barbon azzarda, infine, un paragone tra la famiglia dei Salvemini e quella dei Buddenbrook: «I Buddenbrook muoiono di tristezza, i Salvemini crollano sotto eccessivo vitalismo», meglio accostare i Salvemini alla famiglia Uzeda dei Viceré di De Roberto.

È di poco più di una settimana fa la notizia della nomina di Nicola Lagioia a direttore del Salone del Libro di Torino, che lo ha colto di sorpresa ma ha accettato con soddisfazione. Si prospettano mesi di intenso lavoro e un trasferimento temporaneo da Roma a Torino, l´idea è quella di «giocare in squadra» e di colmare per quanto possibile il “vuoto” creato dagli editori che hanno scelto, invece, Milano. Forse ci sarà una “città ospite” anziché il “Paese ospite”, di certo si respirerà aria di rinnovamento.

Intanto, dopo Dortmund, l´autore è andato alla Buchmesse di Francoforte in doppia veste: come autore, per presentare anche lì Eiskalter Süden, e come neo-direttore del Salone.

Un report certo non esaustivo questo, perché moltissimo altro è stato detto — e molto è stato letto dal romanzo, nell´ora e mezza in cui è durata la presentazione — ma che credo e spero possa dare l´idea dello spessore e dello sguardo di un autore che ora, finalmente, anche il pubblico tedesco potrà conoscere.

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Nicola Lagioia, La ferocia, 418 pagine, Einaudi

Nicola Lagioia, Eiskalter Süden, trad. di Monika Lustig, 528 pagine, Secession Verlag

[piccola nota sulla questione “in Italia i libri costano troppo”: Eiskalter Süden costa 28 euro, il SuperET de La ferocia esattamente la metà]

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