Reading Journal, il taccuino delle letture

Reading Journal

Mi sono avvicinata da qualche tempo al metodo del Bullet Journal e, suo tramite, ho scoperto l’esistenza del Reading Journal. Certo, non è che sia una novità avere un taccuino dedicato alle nostre letture, ma un Reading Journal è sicuramente “qualcosa” di più – soprattutto per chi ha una vena creativa che non trova modo di sfogare in piccole dosi (per mancanza di tempo e/o di autostima).

Scaffali pieni di libri, da scaricare gratuitamente qui: https://everyday-reading.com/reading-log/

In quanto neofita, non ho alcuna pretesa. Voglio, semplicemente, raccontarvi dei miei primi passi, di ciò che ho “imparato” finora spulciando la rete, con la speranza che queste dritte siano utili e sappiano motivarvi.

In effetti, dedicare anche solo un quarto d’ora a “elaborare” ciò che abbiamo appena finito di leggere è un modo meraviglioso di concludere degnamente l’esperienza di lettura. Questo si riflette anche nel modo in cui poi leggiamo, in maniera più attenta e intensa.

Ma tornando al Reading Journal in sé…

Dalla pagina Facebook di Giulio Perrone Editore

Perché non usarne uno pronto?

Ci sono diversi “taccuini del lettore” già pronti, dal Moleskine a quello, dalla copertina super accattivante, di Giulio Perrone Editore. Eppure, per quanto belli siano, hanno il grandissimo svantaggio di mancare di flessibilità proprio perché preimpostati.

Quali caratteristiche deve avere il mio Reading Journal?

Il formato più utilizzato è l’A5, il mio è leggermente più piccolo e mi trovo bene comunque. Il taccuino dovrebbe essere puntinato: righe e quadretti sono troppo invadenti, le pagine bianche potrebbero essere un’alternativa solo se siete capaci (io no) di scrivere dritto anche in assenza di una griglia che vi aiuti. Attenzione alla carta, che dovrebbe essere un po’ più pesante del normale (grammatura 100-120). Il mio taccuino, molto economico, ha le pagine piuttosto sottili e basta un pennarello per trapassare (me ne sono pentita, ma ormai la frittata è fatta).

Cosa mi serve per poter tenere anche io un Reading Journal?

Il taccuino e una penna sono gli indispensabili. Consiglio fineliner neri di diverso spessore e fineliner colorati. Evidenziatori, matite colorate, pennarelli li abbiamo sicuramente tutti in casa e sono sempre utili. Per il resto, dipende da come vogliamo realizzare il nostro Reading Journal: washi tape, timbri, stickers, stencil, persino acquerelli… le possibilità sono infinite!

Com’è strutturato un Reading Journal?

Un Reading Journal si articola in due parti, una dedicata alle “pagine utili” e alle liste, l’altra ai singoli mesi.

Indispensabile è il Book Tracker, che può essere una griglia insignificante come la mia (30 caselle poiché il mio obiettivo annuale è di leggere 30 libri) oppure una doppia pagina in cui disegnare scaffali che andranno via via riempendosi di libri, fiorellini da colorare ad ogni libro letto, percorsi stile “gioco dell’oca” in cui si colora una casella alla volta fino al nostro obiettivo. Io ho unito in una stessa pagina Book Tracker e Reading Log, ovvero la lista dei libri letti.

Per quanto riguarda il Color Coding, utilizzo un colore diverso per ogni mese (colore che, oltre che in Book Tracker e Reading Log, si ritroverà anche nella seconda parte del Reading Journal), ma c’è chi preferisce utilizzare un colore diverso in base, ad esempio, alla tipologia di libro (cartaceo, ebook, audiolibro). Anche qui, siamo noi a decidere come vogliamo che sia il nostro Reading Journal!

A questo punto, via libera alle Liste! Le mie sono:

  • buoni propositi
  • TBR (to be read) che già ho in libreria
  • Top 10 TBR (ancora da acquistare)
  • Libri consigliati
  • Libri da regalare
  • Luoghi letterari
  • Film tratti da libri

Naturalmente voi potete decidere di toglierne alcune e aggiungerne altre: challenge, autori da leggere, libri preferiti… se fate parte di un club del libro potreste monitorare i libri del mese, se amate le saghe magari vi è utile una panoramica dei volumi che avete letto e che vi mancano di ciascuna, ecc. ecc.

Per quanto riguarda la seconda parte del Reading Journal, dedicata in concreto alle nostre Letture, io mantengo sempre la stessa grafica, utilizzo sempre lo stesso stencil per la pagina introduttiva e cambio solamente, come già accennato, il colore.

La pagina introduttiva serve da riepilogo: lì segno i libri letti, quelli acquistati, il libro del mese, se ho dei libri ancora in lettura che concluderò nel mese successivo. Se avanza spazio decoro un po’, altrimenti mantengo tutto molto essenziale. C’è chi nella pagina del mese inserisce anche un Reading Tracker, un grafico in cui annotare giorno per giorno quante ore o pagine si è letto. Ho scelto di non averlo poiché mi metterebbe ansia e mi sentirei in colpa se il grafico stesse impietosamente a zero per qualche giorno (mentre magari invece sto leggendo seimila altri libri per studio o lavoro), ma per qualcuno potrebbe forse essere di motivazione.

Nel segnare i libri acquistati, ho elaborato una mia personale legenda: “B” se ho acquistato un libro in libreria (Buchhandlung, il bilinguismo si fa sempre più strada), “A” per Amazon (magari ve ne parlerò, un giorno, di quanto Amazon sia per me, italiana all’estero, la Salvezza), “M” per Medimops (equivalente tedesco del Libraccio), “K” per Kindle se ho acquistato un ebook, “F” per Flohmarkt, mercatino (dove si fanno grandi affari).

Per quanto riguarda lo spazio dedicato al singolo libro letto, può essere una pagina singola o, più spesso, una pagina doppia. Anche qui, c’è chi non dedica una pagina ad ogni libro ma uno spazio più ridotto: dipende da voi! Ciò che a me piace tantissimo è la libertà totale di spostare il focus, sia a livello grafico che di contenuti, in base a ciò che un dato libro ci ha suggerito e lasciato. Ad esempio, se leggo un libro in edizione vintage descrivo in un paio di righe “la mia edizione”, scrivo se ho già letto altri libri dell’autore, perché ho deciso di acquistare proprio quel libro. Delle volte inserisco citazioni dal libro e altre no, spesso mi ispiro alle copertine e ne fotocopio dettagli che poi incollo – oppure, come nel caso di Unorthodox, stampo foto da internet che riguardano il libro e le sue ambientazioni.

Come potete vedere dagli esempi qui sopra, le pagine sono tutte molto diverse tra loro… proprio come diversi tra loro sono i libri che raccontano.

Vi invito a curiosare in rete, anche se gran parte dei siti relativi al Reading Journal sono in inglese. In questo post di My inner creative trovate, ad esempio, tante belle idee. Su Instagram, seguo in particolare gli hashtags #readingjournal e #bujoforbooklovers.

Allora, cosa ne dite, siete pronti per il Reading Journaling? 😉

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