Tempo di Libri, il bottino (parte seconda)

Come vi raccontavo nel precedente post, ho spedito alcune nuove acquisizioni di Tempo di Libri per motivi di peso e di spazio disponibile. Il pacchetto, con mia somma gioia, è arrivato: si tratta, ad eccezione di Storie della buonanotte per bambine ribelli, di libri che provengono da mercatini, Libraccio e addirittura bookcrossing.

Partiamo dai cinque libri che mio fratello mi aveva detto essere il mio regalo per la Festa della donna, e che sono andata a prendere a Torino solamente ora. Tutti libri sui quali non mi dilungo perché, beh, i titoli già dicono tutto:

  • Vladimir Nabokov, Lolita, trad. Giulia Arborio Mella. Uno di quei libri che da tempo immemore vorrei leggere, finalmente lo ho almeno in libreria.
  • F. Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby, trad. Bruno Armando in una pregiatissima edizione Newton Compton (si scherza).
  • Jean-Paul Sartre, La nausea, trad. Bruno Fonzi. Per essere una che è fissata con Simone de Beauvoir, non aver letto Sartre è un delitto.
  • Elio Vittorini, Uomini e no, il primo romanzo della Resistenza.
  • Cesare Pavese, La luna e i falò. Mio fratello ama moltissimo Pavese e questo è, se non erro, il suo quarto libro che mi regala. Io invece di suo ho letto solamente non narrativa, ovvero Il mestiere di vivere e Le poesie, sento di doverlo ancora conoscere.

Nei giorni milanesi sono anche andata un pochino a zonzo per la città, e capitando davanti a un lavasecco in via Sottocorno ho visto una cesta di libri a disposizione, con in cima La giostra del piacere (trad. Alberto Bracci Testasecca, edizioni e/o) di Eric-Emmanuel Schmitt. Vari personaggi ricevono un giorno la stessa lettera autografa: “Questo biglietto solo per dirti che ti amo. Firmato: tu sai chi”; le conseguenze a catena sconvolgeranno la vita di tutti, compresa quella di chi decide di indagare per scovare il mittente.

Da quel lavasecco mi sarei portata via tutta la cesta, ma ho resistito e ne ho preso solamente un altro: La bruttina stagionata (Bompiani) di  Carmen Covito, Premio Bancarella 1993. La protagonista è una quarantenne bruttina, che cerca – e trova – il suo modo di trionfare in questo mondo che sembra non riconoscerle il diritto alla felicità.

Lo stand del Libraccio, a Tempo di Libri, era il più frequentato e lì ho trovato delle chicche a pochi euro come i Canti di Giacomo Leopardi e gli Scritti letterari di Leonardo da Vinci della BUR (1974).

Nero su nero di Leonardo Sciascia in un´edizione Einaudi degli anni Settanta. “La nera scrittura sulla nera pagina della realtà“, un diario occasionale che copre il periodo dal 1969 al 1979. Appunti, articoli, analisi, osservazioni che raccontano di lui, di letteratura ma anche – e, forse, soprattutto – dell´Italia di quegli anni.

Il Signore delle Mosche di William Golding, trad. Filippo Donini, che mi inquieta parecchio ma mi è stato consigliato caldamente: un gruppo di bambini inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, si ritrova un´isola deserta. Si auto-organizzano e tutto sembra funzionare al meglio, ma poco a poco si troveranno a fare i conti con il Male.

Concludiamo in bellezza col mio lato più frivolo, ovvero Bridget Jones. Un amore di ragazzo (trad. Aurelia Di Meo, Rizzoli) di Helen Fielding. La Fielding è bravissima, chi reputa la “trilogia di Bridget Jones” un chick-lit probabilmente non ha mai letto chick-lit e io, pur temendo che questo romanzo sia più operazione commerciale che sostanza, non vedo ugualmente l´ora di leggere della mia adorata Bridget.

Un libro su cui si dibatte negli ultimi tempi è Storie della buonanotte per bambine ribelli (trad. Loredana Baldinucci, Mondadori) di Elena Favilli e Francesca Cavallo, italiane che vivono in California e che grazie al crowdfunding sono riuscite a portare avanti questo ambizioso progetto: raccontare le biografie di cento donne straordinarie e farle illustrare da sessanta artiste di tutto il mondo. Età di lettura: da 8 anni, dice ibs. Sarebbe un libro per bambine. Ma noi facciamolo leggere anche ai nostri bambini, e leggiamolo anche noi adulti. Che queste “pioniere coraggiose” siano da esempio per tutti.

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