Top & Flop #34 (21-27 settembre)

banner_top_e_flopQuesta settimana il Top & Flop vi racconta di una bella iniziativa di McDonald’s per promuovere la lettura e della nuova accusa di plagio mossa a Saviano per il suo ultimo libro Zero Zero Zero. (Un extra, che non è né Top né Flop: leggete questo articolo de Il Post: Di chi sono le case editrici italiane? per imparare a farci caso.)

IL TOP

HappyReaders_LogoNel 2013 Mc Donald’s ha inaugurato il programma di promozione della lettura Happy Readers, grazie al quale sono stati distribuiti oltre 22 milioni di libri.

L’ultima campagna è partita nel Regno Unito la scorsa settimana e vedrà, per i prossimi due mesi, come regalo degli Happy Meal… un libro! 14 milioni di volumi e otto titoli diversi, ciascun libro contiene due estratti da opere di Road Dahl.

Naturalmente, l’iniziativa non è stata esente da critiche. Perché un fast food non è luogo per la promozione della lettura (e chi decide quali sono i posti “giusti”?), perché si incitano i bambini a mangiare più spesso da Mc Donald’s per completare la collezione di libri (la fantascienza…)… perché è difficile dare a Cesare quel che è di Cesare e affermare senza remore che questa è una bella iniziativa, anche se la fa Mc Donald’s. O forse proprio perché la fa Mc Donald’s, che è frequentato (che ci piaccia o meno) da tantissimi bambini, buona parte dei quali probabilmente non ha ancora conosciuto la magia della lettura e magari potrebbe farlo grazie al prossimo Happy Meal.

IL FLOP

copertina-zero-zero-zeroQualche giorno fa la testata americana The Daily Beast ha pubblicato un articolo (ripreso da Il Fatto Quotidiano) in cui muove l’accusa di “sistematico plagio” a Roberto Saviano, dopo la pubblicazione di Zero Zero Zero negli Stati Uniti.

Saviano non ha solo scritto un libro brutto. Ha scritto un libro incredibilmente disonesto. ZeroZeroZero è pieno di articoli rubati da giornalisti meno noti. Include interviste con ‘fonti’ che potrebbero non esistere e contiene diversi casi di palese plagio.

Pare, inoltre, che Saviano abbia attinto qualche informazione e descrizione da Wikipedia. Insomma, non s’è fatto mancare proprio nulla.

La sua autodifesa, su La Repubblica, è un autoelogio di sé, del potere della propria scrittura e di quanto successo abbiano avuto e abbiano i suoi libri. Saviano scrive anche, ad un certo punto:

Quando non si può dire che ciò che racconto è falso, si dice che l’ho ripreso altrove.

Se ciò che si racconta è copiato, però, c’è un problema − a prescindere dal fatto che sia vero o falso ciò che si racconta. Ma Saviano questo dovrebbe già saperlo, visto che per Gomorra è stato condannato per plagio, lo scorso giugno, in Cassazione…

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