UN SOLO ESSERE di Marco Montemarano

Ho avuto il piacere e l´onore di ospitare Marco Montemarano nel mio angolo letterario all´Auslandsgesellschaft di Dortmund lo scorso venerdì e di presentare ad un pubblico attento e partecipe Un solo essere, uscito nel 2015 per Neri Pozza.

Un solo essere prende le mosse da una storia vera, l´omicidio di Domenico Lorusso, ingegnere trentunenne di Potenza, avvenuto il 28 maggio 2013 a Monaco di Baviera. Montemarano conosce la sua ragazza, abita a duecento metri dal luogo del delitto: lo choc per l´accaduto fa sì che lui decida di mettere su carta la vicenda di Domenico, rielaborandola.

Domenico diventa così il tedesco Martin, fidanzato con una ragazza abruzzese, Natalia. I due vivono insieme da poche settimane dopo anni di amore a distanza, Natalia ha appena iniziato il Dottorato al Dipartimento di Storia Antica dell´Università di Erlangen.

Una sera, mentre stanno tornando a casa in bici, uno sconosciuto si avvicina a Natalia, le sputa in faccia e, quando Martin gli si avvicina per chiedere spiegazioni, viene accoltellato e muore dissanguato.

La parola morte che non può essere pronunciata, la “Seppia” che tinge di nero ogni ricordo che Natalia ha di Martin, il ripercorrere ossessivamente ciò che è accaduto in quei pochi minuti. Natalia si chiude nel suo dolore, la polizia cerca l´assassino e riceve alcune lettere anonime il cui autore cerca di entrare nella mente dell´assassino: una volta è un neonazista, un´altra un tossicodipendente, un´altra ancora un cittadino insospettabile.

Il romanzo è stato definito dall´autore “a due temperature“: da un lato la scrittura a caldo su un evento sconvolgente – il confronto con le proprie emozioni e l´immedesimazione -, dall´altro quella a freddo di un romanzo che già stava prendendo forma e che trattava proprio di perdita.

La vicenda di Martin e Natalia, l´elaborazione del lutto nelle sue diverse fasi (l´apatia, lo struggimento, la rabbia, l´accettazione), si intreccia con quella di Alexander, professore universitario immobile da molto, troppo tempo su un trauma invece non elaborato.

Determinante è l´incontro con Massimo, ricercatore sui generis, “coatto” romano pieno di tatuaggi e piercing che fa a botte nelle bische clandestine. Quando incontra Alexander lo soprannomina Professor Carro Funebre, eppure tra i due nasce presto un´amicizia sincera, fatta di passeggiate notturne e di misteri pian piano svelati.

La narrazione ha un´architettura particolare, fatta di continui salti temporali, di luogo e punti di vista, ma la voce narrante è una ed è la sua: Massimo si fa testimone e, pur parlando anche di sé, lo fa senza mai mettersi troppo in primo piano (risonanza rothiana, Montemarano durante la presentazione cita Nemesi).

A Massimo dobbiamo anche la presenza di registri comici in un romanzo in cui non sembrerebbe essercene spazio: il suo modo d´essere, ma anche l´ironia con cui racconta situazioni tipiche del mondo accademico e dell´immigrato italiano in Germania.

In effetti in Un solo essere risuonano molti altri temi, tra cui quelli dell´interculturalità, della migrazione, dell´integrazione: ci sono gli italiani, ma anche il coinquilino colombiano di Massimo, i profughi somali minorenni che Natalia e Alexander aiutano ed altri ancora.

Montemarano forse in futuro scriverà un libro sulla migrazione, dice, ed ha annunciato proprio alla presentazione di Dortmund l´uscita, il prossimo settembre, di Incerti posti per Morellini editore: un ragazzo romano appassionato di Parkour e un manager quarantenne che vive nel Nord Europa si aiuteranno a vicenda per recuperare ciascuno un pezzo del proprio passato.

Scrittore di talento, ha secondo me un´abilità fuori dal comune nella costruzione e caratterizzazione dei personaggi. Lo stile di Un solo essere, come già nel precedente La ricchezza (vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza), è asciutto e punta all´essenziale, senza per questo essere meno toccante. Ma in Un solo essere era tanto più importante riuscirci: saper raccontare lo strazio, la memoria e la “guarigione” senza scadere in patetismi.

Insomma, se non avete ancora letto Montemarano, sappiate che dovreste; se invece lo avete letto, non vi (ci) resta che aspettare settembre.

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Marco Montemarano, Un solo essere, 251 pagine, Neri Pozza

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